Ascanio Ronco
Barlumi  d'India
cronache di viaggio

Mappe dell'India: 1  Pagine su carta riciclata: 248
Acquarellatura di copertina: Luther Blissett Foundation
Prezzo: EUR 8.00
Il volume si trova presso le edicole di Campotizzoro e Maresca (PT), oppure può essere ordinato per email a: bureau@mapsulonnaise.net

 

Cinque mesi su strade fiumi e mari del più coinvolgente dei subcontinenti. Musica, odori, città millenarie, ma soprattutto i più disparati incontri con gli indiani, ognuno a suo modo incredibile ed indimenticabile. Poi la variopinta comunità internazionale dei viaggiatori, il Rainbow Gathering, un sermone del Dalai Lama tenuto proprio durante l'inizio dei massacri americani in Iraq, e perfino l'inseguimento da parte di un elefante.
Ma Altrove è anche un'occasione per riflettere e riscoprire i luoghi e le cose di sempre.
...un paese *estremo* non può che suscitare sensazioni estreme, anche cominciando dalla semplice osservazione degli eventi. [...] E' quanto accade guardando uno storpio muoversi su un carretto e chiedere denaro nel traffico, una vacca che mangia la plastica, o lasciandosi penetrare da un vortice di profumi e di incensi nelle strade e nei templi, dai sapori forti delle spezie in ogni elemento culinario. 
E' quanto accade cogliendo le contraddizioni che emergono nell'austera legge delle caste, ammirando una famiglia di quattro persone su una moto, la trasformazione di un qualunque angolo della strada in un improvvisato giaciglio notturno, la fantasia diluita con l'arte nell'espletazione di una qualsiasi funzione religiosa, i colori, il fantasma del denaro, il gioco della vita e della morte. 


LA CARTA
Il libro è stampato su carta Steinbeis Vision, riciclata al 100% e sbiancata senza uso di cloro. Questo ha inciso di circa 60 centesimi in più a copia sul prezzo di copertina (EUR 8,50). La scelta è stata di preferire il risparmio in termini di impatto ambientale a quello in termini economici.
In teoria un materiale riciclato, o cosiddetto di post-consumo, dovrebbe costare meno di uno nuovo, ma in questo caso entrano in gioco le strane leggi dell'economia. La competizione nel campo della carta da ufficio, quella che si compra a risme A3 o A4, di cui è fatto anche il nostro librino, è ferocissima. Le compagnie cartacee considerano quello un campo fondamentale e riducono al minimo i profitti, così la carta riciclata, data la sua minor diffusione, non riesce a competere.
Nel campo degli altri tipi di carta le grandi compagnie riprendono i profitti persi dall'altra parte, e qui la carta riciclata può, potrebbe, fare la differenza.

Si legge sul sito www.greenpeace.it/scrittori:

"... si stima che la produzione di carta a livello globale crescerà del 77% tra il '97 ed il 2020. Per produrre la cellulosa, si procede con il metodo più sbrigativo ed economico: le foreste secolari sono oggetto di TAGLIO A RASO, che consiste nell'abbattimento indiscriminato di tutti gli alberi in vaste aree di foresta. A meno che i governi, le industrie e i consumatori non agiscano, nei prossimi trent'anni tutte le foreste primarie del mondo andranno perse. Tra soli cinque anni rischiamo di perdere quelle di Sumatra e di Giava, la foresta tropicale primaria più estesa e conservata dopo quella brasiliana."

"L'Italia è un importante importatore di legname e carta di provenienza illegale. Una recente ricerca di Greenpeace ha confermato il fatto che l'Italia impiega carta e cellulosa proveniente da imprese indonesiane coinvolte nella distruzione delle ultime foreste pluviali del paese, così come dai tre giganti internazionali della carta, Stora Enso, UMP Kymmene e M-Reel che acquistano legname tagliato nelle regioni delle foreste primarie finlandesi e russe, habitat di molte specie minacciate di estinzione."

Il Belpaese è altresì uno degli ultimi paesi europei in fatto di coscienza ecologica, e la filosofia con cui sono concepiti i moderni dispositivi elettronici certo non aiuta. Basti pensare alle fotocopiatrici fax che ad ogni documento spedito sputano fuori un *rapportino* di due righe scritto su bel foglio A4, che spesso viene appallato e gettato in un cestino, ovviamente di rifiuti generici. 
Anche quando la possibilità di fare attenzione ci sarebbe, si è ormai travolti dalla febbre di consumare. Un solo esempio su mille possibili: il sottoscritto ha una fotocopiatrice in negozio e recentemente è stato costretto a fotocopiare una barzelletta sul presidente del consiglio stampata su tre pagine a caratteri cubitali, di cui l'ultima contenente solo due righe: uno spreco assoluto.
Fortunatamente ci sono anche segnali di inversione di tendenza: un gruppo sempre più nutrito di scrittori sta imponendo agli editori di stampare i propri libri su carta riciclata e/o non proveniente da foreste primarie, sbiancata senza uso di cloro.
Qualcuno è stato il primo, poi si sono aggiunti altri, così per i prossimi sarà ancora più facile.
(Per maggiori informazioni: www.greenpeace.it/scrittori )
La société éditoriale mapsulonnaise aveva pubblicato finora su carta normale. Anche se vagamente si poteva essere posta il problema, non aveva mai approfondito e tutto sembrava difficile e improponibile.
La sua "presa di coscienza" e dovuta proprio al movimento di cui sopra.

Nessun governo proporrà mai l'uso di carta riciclata, così come la limitazione dell'uso dell'aria condizionata, o lo spegnimento delle luci di notte nei nuovi templi pagani (le banche), o ancora la messa al bando dei barbari allevamenti intensivi di animali.
Queste proposte non possono che arrivare dal basso verso l'alto e non viceversa. Ognuno deve "essere" il cambiamento che auspica, non si intravede al momento altra via.

L'INDIA
Qui si è parlato molto di carta, d'altra parte dell'India parla Ronco per 248 pagine.
Aggiungiamo soltanto un estratto dal libro, direttamente da uno dei giorni neri della storia, su colui che la rivista americana Time ha consacrato uomo dell'anno 2004. Al diavolo anche Time.


"ventidue marzo

E' scoccata la primavera e il mondo sembra davvero non accorgersene.
Mentre il Dalai Lama dagli anfratti dell'Himalaya predica amore e compassione fra gli individui, l'America bombarda Baghdad, riconfermando la sua sempre più inappropriata etichetta di "paese della democrazia".
Bush per primo, il terrorista internazionale per eccellenza, avrebbe bisogno di una bel bagno nel Gange per purificare la sua anima lorda. 
Lui più di chiunque altro dovrebbe sottoporsi a un Vipassana, abbassare gli occhi ai suoi piedi, penetrare fino al midollo la sua anima colpevole e liberarsi di se stesso, dai suoi irreprimibili istinti di guerrafondaio, di supremazia, di potere, dal suo ergersi sempre e comunque, ancora una volta ad arbitro del mondo, quasi come se il mondo stesso lo avesse eletto a padrone, burattinaio della sorte degli individui, anche quando il mondo intero manifesta in tutte le piazze ad alta voce e chiede la pace, l'astensione, il dialogo, la soluzione diplomatica.
Chi ha creduto esaurita la stirpe del terzo Reich si sbaglia di grosso, e la rabbia diventa sempre più grande in relazione all'impotenza del globo innanzi a un terribile atto di potere.
Siamo di nuovo solo spettatori, nostro malgrado, di una catastrofe che ci infonde un profondo senso di stanchezza e di inutilità.
Anche l'India guarda da lontano. Altro non può fare che esprimere il suo neutrale dissenso, senza cambiare nulla.
E la primavera sembra davvero parlare con lei un'altra lingua, che stona decisamente con gli eventi a pochi chilometri di distanza…"

 

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