
PUBBLICARE O NON PUBBLICARE?
Una delle giustissime critiche giunte negli anni al Comitato Centrale
della société éditoriale
mapsulonnaise, è che il suo sia un sito *chiuso*. E' anche un sito in qualche modo editoriale, qualsiasi cosa la parola voglia dire, ma non c'e' scritto da nessuna parte "invia i tuoi scritti all'indirizzo x@y".
Ma d'altra parte la casa editrice opera sì negli anni 2000, ma lo fa come in un continuum spazio-temporale appena leggermente sfasato rispetto alla realtà. Magari uno sfasamento impercettibile, meno che millimetrico, ma col quale tuttavia c'è da fare i conti.
Ma forse è giunta l'occasione per cercare di aprire ciò che è chiuso.
E qui giunge il difficile:
La politica di apertura prevede il dare la possibilità ad altri di pubblicare ne I
SEMILIBRI o altrove. Ma cosa è pubblicabile? Cosa invece è
inpubblicabile? Ci sarebbe la necessità di mettere delle regole, ma siamo fin troppo circondati da cose ufficiali, istituzionali, istituzionalizzate, codici, regole, regolamenti. Aggiungerne
ancora sarebbe irragionevole.
Il Comitato Centrale si è orientato allora verso il seguente codice di autoregolamentazione flessibile&revedibile,
inentusiasticamente diviso in punti:
1) i racconti di genere, di sconfinamento nel genere, o di contaminazione tra generi - per esempio fantascienza fantapolitica spionaggio - con
un inizio, uno svolgimento ed un finale, che magari comunichino un messaggio qualsiasi esso sia, oppure racconti di viaggio non organizzato, o scritti di denuncia politica&sociale, o comunque tutto ciò che non rientra al punto 2), il tutto scritto pensando a chi poi dovrà leggere, quasi come un *servizio* nei suoi confronti, hanno più probabilità di essere presi in considerazione.
2) i racconti intimistici, o d'amore, i monologhi interiori, le cronache di cortocircuiti del cervello, dove difficilmente *succede* qualcosa, hanno meno probabilità di essere presi in considerazione.
3) Se non giungerà alcuna risposta da parte del Comitato Centrale entro trenta giorni dall'invio del materiale, significherà che l'operazione non è andata a buon fine.
E qui sorge la maggior parte dei problemi di coscienza: se qualcuno si rende conto che il suo scritto non ha avuto l'attenzione sperata, è possibile che se la prenda a male, e questo ci dispiace. Se poi si tratta di qualcuno che si conosce personalmente, la situazione diventa fortemente imbarazzante.
Poi il Comitato Centrale potrebbe essere in un periodo, anche lungo, di sciopero dell'uso del telefono o della corrente elettrica, quindi niente connessione a internet; oppure i suoi membri potrebbero essere partiti tutti insieme per un giro a piedi della Campania e quindi irrintracciabili&incontattabili, oppure potrebbero essere impegnati in un loro periodo di superlavoro.
Insomma si tratta di cogliere l'attimo, di cavalcare l'onda giusta, di avere a disposizione ciò che in modo riduttivo è definito *fortuna*, che dipende da Dio o dagli Dei delle tradizioni monoteiste o politeiste, dalla Legge di causa-effetto delle tradizioni buddiste, o dal disarmante Caso, a seconda delle varie scuole di pensiero.
Invia i tuoi scritti all'indirizzo bureau@mapsulonnaise.net
@2004 société éditoriale mapsulonnaise