La primissima poesia che scatena il contrasto parte da Maresca:
E Dio creò la terra…
E dopo aver creato Setteponti
Pracchia l'Orsigna e il Molin del Pallone
s'accorse d'aver fatto male i conti
e d'aver perso la reputazione!!!
Però l'aria l'avea fatta così fresca
che tutto un botto gli schiarì il cervello
allargò la foresta di Maresca
e tutto li sembrò… un po' più bello.
Il cartello non lo mise certamente
ci pensò poi la Comunità Montana
che per farsi notare dalla gente
fa sempre la grandissima puttana.
Comunque gli abitanti della Valle
che quel cartello l'hanno già schiodato
che non ci rompessero le palle!!!
ci avrebbero senz'altro guadagnato.
Uno che s'e fatto consigliar dall'indovino
e che a soffiar nella cenere gli garba
che se ne stia buono buono al Contadino
una scintilla gli potrebbe rovinar la barba.
il tarlo
Dopo qualche giorno da Orsigna arriva la risposta:
Ai Marescani
... E dio creò il cielo e la terra...
e per ultima l'Orsigna
beati i primi... e gli ultimi a buon ora
Complimenti! Siamo compiaciuti:
il vostro rimeggiar non ci ha delusi,
ma siam sorpresi che la Musa abbiate scomodata
per questa valle mia considerata
Che sia il Teso o Foresta di Maresca
a noi la cosa ben poco interessa
perché ciò che sconfina in nostra vigna
non può che fa parte dell'Orsigna
Perchè senz'altro a far la differenza
non è un cartello ma quel che ci presenta
l'Uccelliera, le Ignude e Porta Franca
al sol guardare il cuore si rinfranca
Se poi l'Onnipotente s'ha da scomodare
sarà per ringraziarlo che lo dobbiamo fare
sia per questa valle sempre intatta
come per tutto ciò che la contatta
Sarà forse un segno del destino
che il Terzani abbia scelto il Contadino
come sua dimora abituale
quando ritorna dal suo peregrinare?
Comunque sia di questo noi siamo fieri
e guarda caso: ciò che fino a ieri
era un paese soltanto bistrattato
addirittura anche dimenticato
in questi giorni ha fatto spesso apparizione
sia sul Tirreno che sul La Nazione.
Bruciare di qualcun la barba bianca
è una minaccia? Di certo l'ironia non manca
sia chiaro, se non l'avete già capito,
per noi non conta quanti libri abbia finito
non conta che sia celebre e affermato
o se qualcuno in alto ha disturbato
per noi è solo un orsignano
è uno di noi... sarà sempre Tiziano!
una signora d'Orsigna... per tutti gli Orsignani
Da Maresca si ribatte:
A quella bella? signora dell'Orsigna
che usa quei fraseggi assai garbati
dico che non ho mai veduto vigna...
anche se qui posti è ver... sono beati
La minaccia che è arrivata a Voi dal Teso
per la barba di un vostro paesano
credo proprio d'esser stato frainteso!!
ammiriamo anche qui il Vostro Tiziano
Per conoscenza ti mando anche una rima
che ho fatto quest'oggi per Tiziano
come vedi è un poeta che lo stima!!
perciò bella?? Collega qua la mano!!!
La poesia è come la cucina...senza condimento
mi dici dove sta il divertimento???????
il tarlo
Segue un “santino” sul capo-banda della valle confinante:
tiziano terzani
Come Caronte per antico pelo
Altri due orsignani rispondono alla prima poesia
del tarlo:
... il Padreterno
O tu che ben conosci la Val d'Orsigna
Inebriato forse dallo spuntare di altri
colleghi, il tarlo marescano riprende in mano la penna per scrivere una poesia
sulle pietose condizioni in cui versa il Cinema Teso, posto in pieno centro del
paese:
al cinema a Maresca ci và dimolta gente
Inaspettatamente, sul fronte marescano appare...
un altro insetto:
fiero e col piglio del nobile guerriero
che cavalca le nuvole del cielo
in fondo in fondo è solo un uomo vero
Usa la penna invece della spada
racconta storie vissute sulla pelle
racconta storie vissute sulla strada
tanto belle da sembrar novelle
Quando parla è come un gran torrente
che t'affascina ti prende ti trascina
e... ti fai trascinar dalla corrente
come fosse una musica divina
Con saggezza di chi ha vissuto tanto
ha dato una spallata al suo destino
e questo credo sia il suo grande vanto
è venuto a riposà l'ossa al Contadino
L'unico difetto è che di aver queste doti lui lo sa
ma sarà poi un difetto o un'altra qualità?
il tarlo
dopo aver creato i vermi e il firmamento
dice che creò l'uomo in un momento di malumore,
ma quando bello e vivo ammanalcar lo vide
disse fra sé contento e assai giulivo:
"Mondo birbone almeno ora si ride!"
Franco Nozzoli, orsignano da poco dopo la nascita
e tutte le sue vaghe borgate
ma abiti nella Maresca asprigna
non irritar di più persone già alterate
Se tu, come noi, montanaro sei
della tua valle e dei tuoi boschi
fiero e orgoglioso difensor sarai
e non vi vorrai cartelli ambigui e loschi
Da queste poetiche bazzecole lascia fuori Dio
e ricorda che i piromani vanno a finir male
soprattutto se danno noia dove abito io
a persona che a noi d'Orsigna molto cale
Dei nostri affari poi ci occupiam noi:
dove scorre l'acqua del fiume Orsigna
su castelli e su sassi e ovunque poi
ci ha da essere scritto "Qui e' Val d'Orsigna".
il Maggerino
perché c'è Michelino che manda la corrente
e quando la platea al buio se ne stà
le mani di quei giovani vanno di quà e di là.
Questa filastrocca si cantava
nel millennovecentotrentatre...
quando ogni Marescano si vantava
di star in un paesino che al mondo non ce n’è.
Perché oltre al teatro qui a Maresca...
c'erano altre due cose prelibate
si trattava di donne belle e acqua fresca
anche se "si dice" non fossero illibate !!!
Ora le cose si dice non sono aimé più quelle
l'acqua della pilla non è più molto pura
solo le donne sono sempre belle
ma il CINE è chiuso triste e fa paura.
I Marescani l'avean fatto col sudore
non sò l'anno ma era circa il venti
poi cambiò di padrone e di colore
ogni volta per seguir gli eventi.
Dal nero diventò d'un rosso acceso
poi rosa pallido quindi cardinale
lo chiamavano già CINEMA TESO
ma ogni volta gli facean del male.
Ora dicono sia di un tal Cariglia
che di mestiere fa il politicante
sarebbe veramente una meraviglia
rendere a Maresca il CINE funzionante
I Marescani che si senton buggerati
gne ne sarebbero senz'altro molto grati !!!
il tarlo
Agli Orsignani
Confrontar la perla di Maresca
coi quattro ruderi d'Orsigna
e' cosa ironica e pazzesca
ed anche il Cuculon sogghigna!
Maresca ha una splendida piscina
l'Orsigna ha un pozzo giù nel fiume
alle Ginestre ci fai il bagno, perdincina
senza bucarti nell'ortica e sudiciume
il fiume di Maresca e' poi più grosso
anche del Reno, che il nome gli ha rubato,
a proposito di questo paradosso,
voi orsignani avreste senz'altro reclamato!
Di piazza d'Orsigna, monte Gennaio
vi offre una splendida visione,
noi purtroppo di cima al Rombiciaio
possiam solo veder qualche caprone!
Avete lo scrittore, quest'è vero
che ha scelto il vostro posto solitario
ma i poeti, da tutto il mondo intero
vegnon qui al premio letterario.
Per rispondere poi alla signora
che a trovar la rima ha faticato
il Tiziano sta, lei non lo ingnora,
dimolto per conto suo e ritirato.
Figuriamoci se un personaggio sì eminente
che non facciamo a meno d'apprezzarlo
si mette a strillar fra voialtra gente,
chi lo vuol non sa come trovarlo.
Ha in casa mercanzie d'ogni sorta
portate dal remoto mondo fino al vostro paesello,
se provassete a passar per quella porta
io dico ci trovereste anche il cartello!!!!
il baco del 1999
Da parte orsignana si risponde:
A Orsigna d'estate abbiam aria asciutta e fresca
di monti una corona senza fine
che abbelliscon pure l'alta valle di Maresca
se si sale di molto verso il crine.
D'estate i villeggianti son così tanti
che le case disponibili non son bastanti
tutti contenti si rilassano all'aria salutare
per quell'intenso verde che Orsigna ancora può donare
perché la nostra valle non è fatta di cemento.
Dentro le case non si sente alcun lamento
anche se sono ancora tutte in pietra
perché la nostra non è una valle tetra.
Riguardo poi il canuto Tiziano
come a qualunque nostro paesano
tutti da sempre gli abbiam voluto bene
essendo stato giovane assai perbene.
Ma più c'è caro or che è adulto e famoso
perché non è affatto ostico o borioso.
Il premio letterario è vero avete voi
ma un altr'anno, ci scommettiamo, lo vinceremo noi!
Ma in fondo che senso ha farsi la guerra
fra gli alti monti alpestri della nostra terra?
Son tanto vicini i nostri borghi calmi e silenti
che forse alcun di noi siam anco parenti.
In cima alle du' valli a Pian della trave
i faggi dell'Orsigna e di Maresca son piante brave
con le fronde s'abbracciano tranquilli
e non fan come noi gli imbecilli
che ci facciamo guerra fra persone grame
che d'inverno muoion tutte di fame.
Di fame e di solitudine si muore in montagna
e non ci salva neanche la castagna;
a metter cartelli giusti o sbagliati pensan le istituzioni
e non a cercar per chi vive in montagna soluzioni.
Vengon quassù senza rispetto per le nostre valli
a scriver cartelli pien di sbagli
e poi s'allietano a guardare
i popoli di valli confinanti leticare.
Il vostro fiume e il nostro sono affluenti
del Reno in cui si gettano irruenti:
si riuniscono e insieme danno voce
ad un gran turbinio d'acque fin alla foce.
Così abbiamo da far noi: uniamoci
per far sentir di più le nostre voci
non per i cartelli bensì per i bisogni di un popolo
che d'inverno riman sparuto e solo.
I nostri diritti dobbiamo reclamare
di fronte a chi ci vuole comandare
ma non ci riconosce neppure il diritto
di avere il nome della nostra valle sul cartello scritto.
Qui finisca per me questa tenzone
col tarlo col baco e col ronzone.
Ma poi se ce la vogliam spassare
continuiamo pure a poetare
sul cartello o su altro a non finire
così ci potremo ancora divertire.
il Maggerino dell'Orsigna
La notte del 10 agosto 2000, poche ore prima della presentazione della prima edizione di questo libretto, vengono ritrovati questi versi che controbattono punto per punto quelli del baco marescano, scritti a mano su un quaderno a quadretti dal più vecchio poeta dell'Orsigna:
Orsigna risponde ai marescani
La vostra perla è bella un c'è che dire,
ma di fronte a ruderi che gli è naturale
la vostra perla sà da vergognare
Sento che il Cuculon sogghigna.
Tu non sai da piccolo bambino
col mio gregge ci andavo a pascolare
sul piazzaletto del gran masso
gli stornelli mi metteo a cantare.
il Cucco lì vidi arrivare
e così coi suoi versi e il canto naturale
tante cose mi venne ad insegnare.
E tu che il Cucco non l'hai ascoltato
profano nelle rime sei restato
anche ai cambiamenti di stagione
e' quello che mi ha detto il Cuculone.
Avete la piscina e le Ginestre
salvate poi col pubblico danaro
cosi anche noi abbiam contribuito
pé salvare la piscina e le Ginestre
perché per gli abitanti di Maresca
non c'eran più né porte né finestre
Avete la piscina e non v'invidio
ma il nostro fiume gli è molto pulito
ci scorrono le acque e son sincere
e senza analizzarle le si può bere.
Il fiume piccolo o grosso come sia
basta che ci scorra l' acqua e vada via.
E voi col fiume che avete un paradosso
a noi questo non ci porta niente
tenetevelo pure voi permanente.
Da piazza Orsigna vediam Monte Gennaio
e questa è una splendida veduta.
Voi saliste in cima al Rombiciaio
e là difronte vedeste il posto bello
e correste subito a mettere il cartello.
Ma quel cartello fu spazzato via
perché i confini li fa la geografia
Abbiamo lo scrittore un personaggio
sai cosi profondo che conosce
sistemi e colture di tutto il mondo
e voi che ora questo personaggio non avete
siete inferiori e non ve ne offendete!
E questo personaggio intelligente
sempre con noi viene a conversare
e vi assicuro non è strafottente
e noi lo dobbiamo ringraziare.
Noi vicino a lui non abbiam paura
perchè tutti ci eleviam cò la cultura
Orsigna è una vallata molto fiera
perché tenuta è, sai, al naturale
che solo a vederla ci si incanta.
In vetta c'è ì rifugio di Porta Franca
dove il viandante si può ristorare
e bere del buon vino senza la vigna
in cima la vallata dell' Orsigna.
Lo si raggiunge camminando piano
là in cima al confin tosco-emiliano.
A cento metri la sorgente vera
che di nome si chiama l'Uccelliera.
E qui la perla si trova in un gran guaio
che respinta e' dal Monte Gennaio.
E qui chiudiamo allor questa questione
che c'è fra il Monte Gennaio e ì Cuculone
C'è chi c'ha il faggio e chi c'ha la castagna
salviamo tutti uniti la montagna.
Non son poeta e mi vengo a scusare
ma sono un rude che vien dal naturale.
Guido del Fosso
anni 86
@20004 société éditoriale mapsulonnaise